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Lotta Agronomica

Questo tipo di difesa si attua adottando le seguenti misure preventive:
- favorire lo sviluppo regolare delle piante con potature annuali, eventuale irrigazione equilibrata e concimazioni regolari, evitando gli eccessi
- prevedere, ove possibile, la pratica dell’inerbimento con sfalci regolari, per aumentare la biodiversità vegetale e creare condizioni favorevoli agli antagonisti naturali dell’insetto
- monitorare la maturazione delle olive per determinare il momento ottimale della raccolta e sfuggire agli attacchi tardivi del parassita (metà settembre/primi di ottobre).
Quando questi si verificano e le olive sono già in discreto stato di maturazione è bene anticipare la raccolta e procedere alla tempestiva trasformazione delle olive raccolte.
Questo semplice accorgimento limita l’avvio dei processi di ossidazione delle sostanze grasse presenti nelle drupe e consente di ottenere un olio di qualità, anche in presenza di un certo grado di infestazione, evitando interventi fitosanitari tardivi, molto spesso  inopportuni e inefficaci.
Qualsiasi sia il metodo di lotta prescelto, l’olivicoltore biologico deve sapere che lo sviluppo di questo parassita dipende moltissimo dalle temperature dell’ambiente nel quale l’insetto completa il suo ciclo vitale. Gli sfarfallamenti degli adulti iniziano a 15-18°C, mentre la temperatura minima per lo sviluppo dell’uovo e delle giovani larve è di 9-11°C e la temperatura massima è di 31-33°C. Temperature superiori a 31°C,  registrate per più ore durante la giornata e per più giorni consecutivi durante la settimana, producono una riduzione numerica della popolazione, il blocco dell’attività riproduttiva degli adulti e il riassorbimento delle uova.
Il ciclo biologico del parassita risente molto dell’andamento climatico generale dell’area e la presenza della mosca è quindi diversa da zona a zona, in relazione alla latitudine, all’altitudine e alla esposizione di ogni singolo appezzamento.
L’intensità degli attacchi del dittero è inoltre diversa da un anno all’altro, in funzione dell’andamento climatico complessivo dell’annata e dell’anno precedente. Gli interventi annuali realizzati a calendario sono quindi  poco affidabili.

 

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