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Home Olivicoltura Biologica Esperienze condotte in Emilia Romagna Esche avvelenate
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Questa tecnica consiste nel distribuire, centralmente su un lato della chioma di ogni pianta delloliveto o sullintera chioma di un limitato numero di piante, una miscela composta da esche attrattive proteiche o preparati vegetali e insetticidi consentiti in agricoltura biologica.
Lo scopo è quello di attirare gli adulti sulla parte trattata e avvelenarli.
Gli interventi di difesa delle piante dolivo, in questo caso, devono iniziare quando il monitoraggio con trappole a feromone e il campionamento delle drupe segnalano un valore di catture pari a 3-4 femmine adulte con uova mature per trappola e per settimana e il superamento della soglia di infestazione attiva del 2-3% di olive con presenza di uova e larve di I° età.
Questo metodo, che permette di non intervenire su tutte le piante delloliveto, è efficace soprattutto in oliveti di grandi dimensioni e in annate con scarsa piovosità, poiché sia le esche sia gli insetticidi utilizzati sono soggetti a facile dilavamento. In questi casi bisogna ripetere i trattamenti più volte in relazione allandamento climatico. E bene ricordare, inoltre, che gli insetticidi impiegati, piretro e rotenone, efficaci e ammessi in olivicoltura biologica, pur essendo di origine vegetale, mancano di selettività nei confronti degli altri insetti presenti nelloliveto e possono rappresentare un pericolo per quelli non dannosi e per quelli utili.
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