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Forme di allevamento

Le forme di allevamento delle piante di olivo devono assecondare sempre il naturale accrescimento della pianta, ma nello stesso tempo permettere anche il contenimento dello sviluppo della chioma e assicurare una ottimale illuminazione delle varie parti della pianta. Questi criteri generali di allevamento delle piante d’olivo sono anche il presupposto per la riduzione dei costi di potatura e  di raccolta. Le operazioni di potatura devono essere effettuate con regolarità e senza eccessi, soprattutto nei primi anni dall’impianto. Si avrà così uno sviluppo uniforme della pianta, affinchè questa si trovi nelle migliori condizioni per esprimere le proprie potenzialità produttive. Le forme di allevamento consigliate per il nostro territorio e che rispondono meglio alle esigenze su esposte sono le seguenti:
- monocono ( altezza max della pianta mt. 3,5 )
- vaso policonico basso ( altezza max del fusto 60-80 cm. e altezza max delle branche principali 3,0-3,5 mt. )
La realizzazione di un oliveto seguendo questi criteri offre numerosi vantaggi e i principali sono:
- precoce entrata in produzione
- sviluppo contenuto della chioma
- minore alternanza produttiva
- possibilità di raccolta meccanica o agevolata
La forma di allevamento a “monocono” è da preferire nei grandi impianti specializzati predisposti per la raccolta meccanizzata. I sesti d’impianto consigliati  per la realizzazione dei nuovi impianti sono i seguenti:
- monocono        mt. 5,5 x 3,5
- vaso policonico    mt. 6,0 x 5,0
I sesti d’impianto più fitti sono da sconsigliare, per la scarsa disponibilità idrica dei suoli nei periodi estivi e per la più facile insorgenza di malattie nell’oliveto.
 

 

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