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Concimazione

Si distinguono diverse forme di concimazione in funzione delle finalità e del periodo in cui vengono effettuate (concimazione di fondo o d’impianto, concimazione di allevamento, concimazione di produzione). La concimazione d’impianto deve essere effettuata prima della lavorazione principale (scasso o  ripuntatura+aratura), in modo tale da interrare eventuali concimi organici e chimici distribuiti in precedenza. L’apporto di letame maturo, in quantità di almeno 200-400 q.li\ha, è utile soprattutto in questa fase e nei terreni argillosi , poichè il suo interramento  migliora le caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche del terreno. Nella fare di preimpianto é opportuno interrare anche i concimi chimici a base di fosforo e potassio, poiché questi sono elementi nutritivi poco mobili nel terreno e difficili da somministrare, con la stessa efficacia, ad impianto già avvenuto. In generale, nei terreni di medio impasto e con una buona dotazione di elementi nutritivi, i quantitativi di concime a base di fosforo e potassio da somministrare prima dell’impianto sono pari a 4-5 q.li di perfosfato minerale (titolo 18-20%) e a 2-3 q.li di solfato potassico (titolo 50%) per ettaro. Occorre evitare la distribuzione di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante, onde evitare inutili perdite di azoto lungo il profilo del terreno. L’elemento nutritivo più importante per  la pianta di olivo è però l’azoto. Questo elemento garantisce il rapido e regolare accrescimento delle giovani piante e la normale fruttificazione nelle piante adulte. I quantitativi, le epoche e le modalità di distribuzione dell’azoto nella fase di allevamento sono riportati nella tabella della pagina seguente.
Durante la fase di allevamento le concimazioni azotate devono essere localizzate in prossimità delle piante. La concimazione delle piante adulte e in fase di piena produzione deve tener conto delle caratteristiche del terreno, di eventuali analisi effettuate e soprattutto del comportamento vegetativo e produttivo dell’oliveto.
 L’osservazione visiva degli alberi (es. lunghezza dei germogli, presenza di succhioni, colore delle foglie) è indispensabile per una corretta concimazione. L’elemento nutritivo principale, anche in questa fase, è l’azoto. Si consigliano apporti annuali di azoto fino a un massimo di 2,5 kg  per ogni quintale di oliva che potenzialmente può produrre l’oliveto. I concimi azotati più indicati sono l’urea, il nitrato ammonico e il solfato ammonico. Nonostante la loro importanza è bene non esagerare con gli apporti azotati, perchè rendono le piante più sensibili al freddo, agli attacchi parassitari e inducono una eccessiva vigoria, spesso accompagnata da scarsa produzione.
A tal proposito il disciplinare di produzione integrata, elaborato dalla regione Emilia-Romagna per la coltura, consente apporti annuali di azoto fino ad un massimo di 100 kg./ha.
I migliori risultati si hanno con la distribuzione frazionata dei concimi azotati, metà alla ripresa vegetativa (marzo\aprile) e metà in corrispondenza dell’allegagione (maggio\giugno). Le concimazioni fosfo-potassiche sono da effettuare ogni 4-5 anni e solo in presenza di effettive carenze riscontrate sulle piante o nel terreno con le analisi chimiche. Gli 

 

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