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“cocciniglia mezzo grano di pepe”(saissetiae oleae)

Descrizione
Il suo nome deriva dal caratteristico scudetto che distingue le forme adulte e che si presenta di colore scuro, di forma emisferica e con un rilievo che ricorda una doppia croce o un’H. L’uovo è di colore salmone tendente all’arancio, di forma ellittica e con un diametro di circa 0,3 mm . Le larve si presentano piatte alla nascita, di forma ovale e di colore giallo ocra tendente al bruno con il progredire del loro sviluppo. La crescita delle larve procede attraverso tre stadi caratterizzati dall’aumento progressivo dello spessore e delle dimensioni complessive del parassita. Durante il loro sviluppo si assiste anche ad un mutamento di colore verso il bruno e alla comparsa sempre più evidente di rilievi ad angolo retto sulla superficie dorsale  che costituiranno la caratteristica H che contraddistingue la specie.

Ciclo biologico
Il ciclo biologico di questa cocciniglia è abbastanza semplice. L’insetto sverna come larva o neanide di 2° o 3° stadio che raggiunge lo stato di femmina adulta da aprile a luglio e in questo periodo  avviene l’ovodeposizione, con un massimo in giugno-luglio. L‘ovodeposizione si verifica in un periodo piuttosto lungo (fino a tre mesi) e ciò determina la contemporanea presenza sulle piante di diversi stadi di sviluppo (nenidi di 1°-2°-3° età e femmine giovani). La consapevolezza di questa frequente condizione è importante per l’adozione di una corretta strategia di lotta. La riproduzione della cocciniglia avviene per partenogenesi e ogni femmina depone, sotto il proprio scudetto, un numero molto variabile di uova (da 200 fino a 2500). La schiusura delle uova in Emilia Romagna avviene da fine giugno a metà settembre e solo le prime neanidi nate riescono a raggiungere entro l’anno lo stadio adulto. La “saissetia oleae” presenta in regione un’unica generazione all’anno e può compiere una seconda generazione solo nelle regioni meridionali o in annate dal clima particolarmente mite. Le temperature estive molto elevate (oltre i 35-36°C) e quelle invernali sotto lo zero limitano fortemente le popolazioni del parassita.

Danni
Questo insetto risulta molto dannoso quando la popolazione è particolarmente numerosa e causa sottrazione di linfa e abbondante emissione di sostanze zuccherine (melata) che favoriscono lo sviluppo della fumaggine. Le piante gravemente infestate anneriscono, perdono le foglie, riducono le proprie capacità produttive e subiscono un deperimento generale  che le rende più sensibili all’attacco di patogeni secondari. Le piante preferite dal parassita sono quelle rivestite di molta fronda, concimate abbandantemente con fertilizzanti azotati e poste in condizioni ombreggiate e umide. Le condizioni favorevoli all’attacco della cocciniglia si verificano più facilmente negli oliveti realizzati con sesti di impianto molto stretti.   

Prevenzione e difesa
La lotta alla cocciniglia può essere di tipo chimico solo quando gli interventi agronomici e biologici non sono riusciti a contenere il parassita. La lotta chimica prevede la realizzazzione di interventi diretti contro gli stadi mobili dell’insetto. Le neanidi ai primi stadi di sviluppo sono le più sensibili ai trattamenti e contro queste vanno indirizzati gli  eventuali interventi. Lo sviluppo  e la densità delle popolazioni possono essere rilevati mediante campionamenti sugli organi vegetali infestati. Il campione deve essere effettuato prelevando a caso e nella parte bassa della chioma circa 100 foglie o 100 germogli, presi in numero di 10 per pianta su 10 piante ogni 100 presenti nell’oliveto. La soglia economica di danno , ad una verifica sul campione, è rappresentata da una densità media della popolazione di 5-10 neanidi a foglia o di 1 neanide per centimetro di rametto.      Accertata la necessità dell’intervento chimico occorre evitare l’impiego degli insetticidi tradizionali che distruggono non solo la cocciniglia ma anche i suoi numerosi antagonisti naturali. Gli insetticidi da preferire sono i cosiddetti “regolatori di crescita” ( es. buprofezin) anche in considerazione del fatto che la cocciniglia trascorre gran parte della sua vita nelle varie forme larvali.     Una buona efficacia e selettività sul parassita è esercitata anche dagli “oli bianchi” e “dal polisolfuro di bario” a basso dosaggio ( kg 3\hl), distribuiti nel periodo fra luglio e agosto e ripetuti all’occorrenza in settembre, eventualmente addizionati con insetticidi specifici. Le strategie di difesa chimica possibili, in caso di forti attacchi del parassita, sono le seguenti:
- intervento con olio bianco attivato con “buprofezin” alla schiusura dell’80% delle uova;
- intervento con “buprofezin”seguito da un secondo intervento con olio bianco dopo i caldi estivi, in caso schisura prolungata delle uova.
Alcuni accorgimenti agronomici devono sempre integrare gli eventuali interventi chimici, al fine di creare le condizioni per limitare lo sviluppo del parassita. La razionale potatura annuale volta a sfoltire la chioma delle piante, rappresenta il mezzo più efficace per contenere la diffusione di quest’insetto,  poichè si crea sulle piante un microclima sfavorevole al suo sviluppo. Le concimazioni equilibrate e caratterizzate da limitati apporti azotati e l’uso contenuto e corretto dell’irrigazione rendono le piante ancor meno soggette agli attacchi della cocciniglia.
La difesa biologica è possibile utilizzando l’imenottero calcidoideo “metaphicus bartletti”. Questo insetto e un parassita naturale della cocciniglia che depone le uova nel corpo della “saissetia oleae”dove si sviluppano le larve e provocano la morte dell’ospite. Le larve di questo parassita lasciano a maturità la cocciniglia praticando un foro di uscita nello scudetto, facilmente visibile anche a occhio nudo. L’immissione dell’imenottero nell’oliveto deve avvenire in primavera e la colonizzazione dell’oliveto si avrà a fine stagione. L’introduzione di questo nemico biologico, pur già possibile in via sperimentale, richiede un’attenta valutazione di numerosi fattori di tipo biologico e agronomico per rendere la lotta biologica più efficace e meno costosa.
 

 

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