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“tignola” (prays oleae)

Descrizione   
L’adulto è una piccola farfalla lunga circa 13 mm. , di colore grigio argenteo con alcune macchie nere irregolari sparse sulla superficie alare. L’uovo è anch’esso di piccole dimensioni (0,5mm), di forma ovale e schiacciato. L’evoluzione larvale passa attraverso cinque stadi successivi e l’ultimo stadio misura 7-8 mm di lunghezza. Il suo colore è generalmente marrone chiaro, con sfumature verdastre o nocciola più  o meno scuro. La crisalide si presenta di color terra più o meno scuro ed è racchiusa in un bozzolo bianco fissato al supporto da una ragnatela di fili di seta.

Ciclo biologico 
Il ciclo di sviluppo del Prays oleae è costituito da tre generazioni annue, ognuna delle quali si sviluppa su un organo vegetale diverso.Le larve della generazione antofaga si sviluppano sui boccioli dei fiori, quelle della generazione carpofaga colpiscono il nocciolo della drupa di cui divorano la mandorla e  quelle della generazione fillofaga si sviluppano all’interno del mesofillo fogliare, come larve minatrici delle foglie. Il parassita sverna come crisalide di quest’ultima generazione. Gli individui adulti, nati dalle forme svernanti della generazione fillofaga, appaiono in primavera e depongono alcune uova isolate sui calici dei giovani boccioli fiorali: dopo quattro o cinque giorni nascono le larve della prima generazione che penetrano nel bocciolo fiorale e si nutrono degli organi interni del fiore. Le larve passano da un bocciolo all’altro vicino, unendo i petali fra loro con fili di seta, fino a formare un caratteristico glomerulo che unisce fra loro i fiori attaccati. Lo sviluppo larvale dura circa tre settimane, poi la larva si incrisalida rimanendo dove si trova o riparandosi sotto la corteccia del tronco e dei rami. Gli adulti della seconda generazione compaiono dopo 10-15 giorni. Le femmine di questa generazione depongono le uova in prossimità del peduncolo delle giovani olive appena formate e dopo circa sei giorni la piccola larva penetra all’interno del frutticino.  La larva si nutre del contenuto della mandorla, mentre la drupa si sviluppa e, infine , si porta nuovamente sulla superficie del frutto attraverso un’apertura praticata alla base del peduncolo. Tale apertura provoca l’indebolimento del peduncolo e la caduta prematura delle olive nel mese di setttembre. L’incrisalidamento di questa generazione carpofaga può avvenire sia all’interno che all’esterno del frutto e anche nel terreno. A settembre\ottobre compaiono gli adulti della generazione  fillofaga. Le uova vengono deposte questa volta sulla pagina superiore delle foglie, vicino alla nervatura principale. Le larve minatrici penetrano nel tessuto fogliare, nel quale scavano le caratteristiche gallerie.

Danni
I danni di una certa entità, a carico della produzione,  sono provocati unicamente dalle generazioni  che colpiscono i fiori e i giovani frutticini. L’attacco in fase di fioritura può portare alla distruzione delle infiorescenze, mentre la generazione che colpisce i frutticini appena allegati può provocare una prima cascola di inizio estate, facilmente confondibile con quella fisiologica che segue l’allegagione e una seconda cascola più evidente a fine estate (settembre), dovuta alla fuoriuscita della larva ormai matura attraverso il  peduncolo dell’oliva. L’effetto combinato di queste due ultime cascole, sommato ai danni provocati dalla generazione che colpisce i boccioli fiorali, può portare talvolta a un sostanziale diradamento della produzione.Gli attacchi di tignola causano un danno che è
sempre riconducibile ad una diminuzione della quantità di olio prodotto, senza alcuna incidenza  sulla qualità dell’olio dell’annata.

Prevenzione e difesa    
Non esistono oggi validi sistemi di prevenzione dell’attacco di questo parassita.La lotta deve, però, essere effettuata  solo in caso di manifesta necessità e nei confronti della generazione che colpisce i frutti (carpofaga) : molto più raramente è necessario intervenire  contro la generazione che attacca i fiori (antofaga). Il ricorso a interventi di difesa non è mai necessario nei confronti della generazione che colpisce le foglie(fillofaga). L’installazione di trappole a feromone e l’esecuzione di campionamenti visivi (100 drupe su 5-10 piante\ha) rappresentano validi strumenti per individuare la soglia economica di intervento. Gli interventi vanno eseguiti circa 10 giorni dopo il picco massimo di catture, in presenza del 15%-20% di infiorescenze attaccate o al superamento della soglia di intervento del 15% di drupe con presenza di un uovo sul calice del frutticino. La generazione antofaga può essere controllata con l’impiego di “Bacillus thuringiensis”, quando il 50% dei fiori sono aperti. La lotta contro lo stadio larvale che attacca i giovani frutticini, nella fase di grano di pepe, può essere effettuata quando il 50% delle uova sono schiuse. I prodotti chimici da utilizzare devono essere citotropici o sistemici e in grado di raggiungere la giovane larva che è penetrata all’interno dell’olivina. I principi attivi consigliabili sono il fenitrothion microincapsulato, il dimetoato, il formothion, il fenthion ecc... .

 

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