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Descrizione
Luovo è di colore bianco giallastro, di forma ellittica, appiattito e
di piccolissime dimensioni (1 x 0,5 mm). La larva si presenta di colore
verde brillante da giovane e più spesso con riflessi rossastri in età
adulta, con il capo di colore ocra e una lunghezza che a maturità può
raggiungere 20-22 mm. . La crisalide ha un colore prima verdastro che
diventa progressivamente più scuro e misura circa 13-15 mm. di
lunghezza. Ladulto è una farfallina perfettamente bianca e con il
margine anteriore delle ali di colore nocciola chiaro.
Ciclo biologico
Linsetto sverna come crisalide in ricoveri vari. Gli adulti compaiono
verso il mese di luglio,di giorno si soffermano sulla vegetazione
delle piante e, dopo laccoppiamento, allimbrunire le femmine vanno a
deporre le uova sulla pagina inferiore delle foglie, lungo la nervatura
centrale.
Le giovani larve si portano rapidamente verso le foglioline apicali
ancora tenere e si fanno circondare e proteggere da queste, legandole
attorno a sè consottili fili sericei. In questa posizione iniziano a
nutrirsi del tessuto fogliare. Le larve proseguono nella loro attività
trofica, raggiungono la maturità e si costruiscono un riparo, formato
dalle foglie unite fra loro dai fili di seta, allinterno del quale
formano un bozzolo e infine si incrisalidano. Linsetto può compiere
fino a 4 o 5 generazioni allanno che si sovrappongono anche fra loro.
Danni
I danni sono facilmente riconoscibili nelle giovani foglie apicali dei
germogli, che si presentano rosicchiate e legate insieme con i
caratteristici fili di seta tra cui restano imprigionati gli escrementi
scuri delle larve. Forti attacchi di questo lepidottero su giovani
piante, possono determinare anche larresto dello sviluppo della
pianta. Lentità del danno effettivo dipende però dalletà e dalle
dimensioni delle piante. Gli attacchi più gravi si hanno su piante
provenienti da vivaio e nel primo o secondo anno dallimpianto,
soprattutto se la forma di allevamento è a monocono: in questo caso
infatti viene ostacolato lo sviluppo complessivo della pianta e il
raggiungimento e mantenimento della forma di allevamento prescelta. Il
parassita si presenta particolarmente pericoloso sul territorio
regionale solo con attacchi tardivi ( settembre-ottobre ) in occasione
della ripresa vegetativa che si verifica dopo il calo delle
temperature e in concomitanza con le prime piogge di fine estate.
Le piante adulte in genere non subiscono danni di
rilievo e su di esse leventuale presenza del parassita rimane limitata
ai polloni basali e ai riscoppi vegetativi di vecchie piante che hanno
subìto tagli drastici di riforma o a seguito di danni da gelo.
Prevenzione e difesa
Gli attacchi di margaronia su piante adulte di solito non
richiedono alcun intervento di difesa, poichè il danno eventualmente
causato non ha mai una rilevanza economica: è in ogni caso buona norma
effettuare la spollonatura e le altre operazioni di diradamento dei
giovani germogli sulla chioma, soprattutto dopo eventi traumatici
(danni da gelo e grossi tagli di riforma) per eliminare le possibili
fonti di alimento per le giovani larve e distruggere così anche le
uova, eliminando i focolai di infezione.Gli attacchi del parassita sui
giovani impianti (al 1° e 2° anno), soprattutto se realizzati con
piante di piccolissima taglia e allevati a monocono, possono rendere
necessario un intervento con prodotti chimici che agiscono per contatto
e ingestione: in questo caso è preferibile utilizzare principi attivi a
basso impatto ambientale quali, triclorphon-fenitrothion
microincapsulato ecc.....
La sovrapposizione delle generazioni e la rapidità con cui si
susseguono a fine estate in condizioni climatiche favorevoli, richiede
talvolta la ripetizione dellintervento chimico a distanza di 10-15
giorni per un più efficace controllo del parassita.
Gli attacchi autunnali del lepidottero nella nostra regione
presentano anche un aspetto paradossalmente positivo, legato proprio
allarresto dello sviluppo delle giovani piante di olivo colpite. La
stasi vegetativa forzata prepara le piante ad affrontare i primi
rigori invernali
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