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“fleotribo” (phloeotribus scarabeoides)

Distribuzione
Le popolazioni di questo Coleottero Scolitide sono presenti in tutte le regioni olivicole del Mediterraneo e hanno assunto una  certa diffusione anche in tutto l’areale nord di coltivazione dell’olivo dopo  gelata storica che ha colpito anche l’olivicoltura della regione Emilia Romagna nel 1985.

Descrizione
L’adulto è un piccolo coleottero (2-3mm.) di forma rotondeggiante e di colore nerastro, irto di peli e di squame chiare. Le larve sono di colore bianco con riflessi gialli e raggiungono a maturità una lunghezza di circa 3 mm. . Le uova di forma ovoidale (0,8-1 mm) vengono deposte dalle femmine nelle gallerie scavate nel legno. Sverna da adulto in “covacci” scavati all’ascella dei giovani rametti durante l’autunno.

Ciclo biologico
L’insetto compie tre generazioni nell’Italia meridionale e due generazioni in Emilia Romagna. Gli adulti, in occasione delle prime giornate calde di primavera e in coincidenza con le potature, fuoriescono dai loro ricoveri invernali e si portano sui residui di potatura lasciati al suolo o sulle parti debilitate della pianta per cause varie (parassitarie, climatiche ecc...). Il coleottero prosegue il suo ciclo scavando gallerie sotto la corteccia  dei rami d’olivo, perpendicolarmente alla direzione delle branche . L’accoppiamento e la deposizione delle uova avviene all’interno di queste gallerie. Le uova deposte ( circa 100 per femmina adulta ) danno origine a larve xilofaghe che scavano altre gallerie parallele al senso della branca e perpendicolari alle precedenti. Le larve si accrescono sempre a spese del legno, formando il caratteristico reticolo di gallerie nel legno sotto la corteccia. Le rosure che derivano dall’attività trofica vengono espulse e formano dei piccoli cumuli in prossimità del foro di entrata, facilmente visibili dall’esterno.

Danni
Il fletribo attacca di preferenza il legno debilitato e con  il flusso linfatico ridotto. I tronchi, le branche e i rami fruttiferi indeboliti, o che hanno subito danni per eventi climatici avversi (gelo, grandine, siccità prolungata ecc...), rappresentano le parti della pianta più appetite dal parassita. Le parti attaccate vengono ulteriormente indebolite per l’attività trofica delle numerose larve che si sviluppano sotto la corteccia. Il reticolo di gallerie prodotto nel legno costituisce anche un ottimo ricovero per il tripide dell’olivo. L’insetto può provocare danni anche sugli olivi in buono stato vegetativo, quando questi si trovano nelle vicinanze degli olivi attaccati: in questo caso i danni sono causati dagli adulti che, durante la fase di alimentazione, scavano dei covacci o cunicoli di nutrizione anche sui rami in buono stato vegetativo, provocando il rinsecchimento e la morte dei piccoli rametti, delle infiorescenze(mignole) e persino dei giovani frutticini.

Prevenzione e difesa 
L’unica possibile strategia di difesa dagli attacchi di questo parassita è rappresentata dalla prevenzione: non esistono attualmente valide alternative di lotta chimica o biologica poichè questo Coleottero si sviluppa in profondità nel legno e risulta difficilmente raggiungibile dall’esterno. Un valido ed efficace sistema di lotta preventiva è quello di mantenere gli olivi sempre in condizioni ottimali di sviluppo, eliminando con la potatura annuale le parti della pianta indebolite e in via di esaurimento. Il legno tagliato con la potatura primaverile rappresenta esso stesso un potenziale focolaio di sviluppo dell’insetto.Lasciare quindi  i residui di potatura sotto la pianta dell’olivo  fino a fine aprile-primi di maggio, rappresenta una corretta pratica agronomica per attirare su di essi gli adulti della prima generazione e procedere poi tempestivamente alla loro raccolta e bruciatura.
 

 

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