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Descrizione
La malattia causa, in genere, il disseccamento di uno o più rami e
progressivamente anche dellintera pianta, soprattutto nei giovani
impianti (fino a 10-15 anni di età). Le piante adulte possono
anchesse subire dei danni che sono però limitati ad alcune parti della
pianta. I sintomi esterni sono abbastanza appariscenti e iniziano con
un parziale disseccamento delle foglie che si piegano a doccia su se
stesse, assumono riflessi bronzei e infine seccano, rimanendo a lungo
attaccate ai rami colpiti dal fungo. Un taglio trasversale o
longitudinale sulle branche o sui rami colpiti mostra imbrunimenti e
necrosi dei tessuti legnosi interni. I disseccamenti compaiono in
primavera, progrediscono fino a maggio giugno e si arrestano con le
alte temperature estive. Una ripresa del deperimento delle parti
colpite si ha nel periodo autunnale. La reazione vegetativa della
pianta, durante il periodo estivo, può talvolta portare allemissione
di nuovi germogli al di sotto delle parti colpite.
Ciclo biologico
Il fungo è presente nel suolo e si ritiene che penetri di solito
per via radicale, ma può infettare le piante anche per via aerea,
utilizzando insetti xilofagi o ferite di vario genere (potatura,
grandine, ecc...). La sua propagazione nel terreno può verificarsi
attraverso lacqua di pioggia o di irrigazione che trasporta gli
inoculi del fungo. Lorigine dellinfezione più comunemente si fa
risalire a piante erbacee come alcune solanacee (pomodoro, melanzana,
peperone, patata) e altre orticole facilmente colpite dal fungo.
Linfezione passa da queste piante allolivo attraverso il terreno e
penetra dalle radici allinterno della pianta fino ad occludere i vasi
legnosi. Lostruzione dei vasi impedisce il regolare flusso della linfa
ascendente e quindi si ha il disseccamento di intere parti delle piante
a cui non giungono più acqua ed elementi nutritivi in quantità
sufficente.
Danni
Le piante giovani, colpite da questa malttia, subiscono la perdita
di intere branche in formazione e viene così compromessa la loro forma
definitiva. Il progredire della malattia in queste piante può portare
allavvizzimento completo dellolivo. Il patogeno determina, nelle
piante più adulte, una riduzione della vegetazione e la defogliazione
delle branche colpite, senza tuttavia portare le piante alla morte
completa .
Prevenzione e difesa
I mezzi di lotta chimica o biologica non sono oggi in grado di
prevenire nè di curare questa malattia. Le uniche possibilità di
prevenzione sono costituite dallimpiego di cultivar e portinnesti più
resistenti alla malattia, evitando la consociazione dellolivo con
piante erbacee e orticole particolarmente sensibili al patogeno. Gli
attrezzi usati per la potatura e per le altre operazioni colturali, in
appezzamenti infestati, devono essere accuratamente disinfettati, per
ridurre il rischio della propagazione della malattia. Le cultivar
santagostino, ascolana e leccino sono molto sensibili al patogeno,
mentre le cultivar coratina e frantoio sono abbastanza tolleranti.
Alcuni mezzi di difesa chimica, in via di sperimentazione, sono basati
su iniezioni di fungicidi specifici nel tronco o sulla loro
distribuzione al suolo in soluzione acquosa, nella proiezione della
chioma delle piante colpite. Lunica terapia che oggi è possibile
praticare alle piante ammalate è lasportazione e la bruciatura delle
parti deperite o seccate, disinfettando i tagli più grossi con una
miscela di vinavil+benomil al 1%. La realizzazione di oliveti, in
terreni precedentemente utilizzati per colture orticole, deve essere
effettuata solo dopo alcuni anni.
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