|
Questa fase del processo produttivo è di fondamentale importanza per garantire elevati livelli qualitativi dellolio. Loliva deve essere raccolta integra e al momento dellinvaiatura, quando lepidermide inizia a cambiare il proprio iniziale colore verde. Linvaiatura non deve essere però profonda e arrivare fino in prossimità del nocciolo. In questo caso, la pigmentazione della polpa è accompagnata dallavvio di processi di degradazione delle strutture cellulari, dovuti ad attività enzimatiche naturali che portano alla rottura di quegli involucri cellulari detti vacuoli, allinterno dei quali si trova la maggior parte dellolio presente nel frutto. Nel vacuolo lolio è completamente isolato dallambiente che lo circonda, ma se le pareti e le membrane che lo delimitano si rompono, lolio si mescola con lacqua di vegetazione e con gli enzimi che essa contiene. Si ha così la formazione di emulsioni che provocano la perdita di prodotto e la comparsa di odori e sapori sgradevoli nellolio. La maturazione avanzata comporta sempre una generale diminuzione della componente aromatica dellolio. Le condizioni climatiche della provincia di Rimini obbligano i produttori a una raccolta piuttosto anticipata, quasi sempre concentrata nei mesi di ottobre/novembre, quando le olive sono ancora verdi o parzialmente invaiate e ciò garantisce una naturale ed elevata qualità potenziale dellolio contenuto nelle olive. Gli olivicoltori devono solo cercare di conservare questo elevato standard qualitativo iniziale, raccogliendo olive sane direttamente dalla pianta, manualmente o con lausilio di agevolatori meccanici, senza danneggiarle durante le operazioni di raccolta. Le olive cadute a terra sotto le piante non devono mai essere raccolte, soprattutto se infestate dalla mosca olearia e rimaste a lungo a contatto con il terreno. Il successivo trasporto delle olive dal campo al frantoio deve essere effettuato rapidamente e in contenitori adeguati. Il mezzo migliore per il trasporto delle olive, dal campo al luogo di stoccaggio e quindi alloleificio, è rappresentato da piccole cassette (capienza pari a 20-25 kg) o da contenitori più grossi (capienza pari 250-300 kg), in materiale plastico traforato, facili da manovrare e da pulire e, in ogni caso, tali da evitare uneccessiva stratificazione delle olive. Le olive, una volta sistemate in questi contenitori, non devono più essere movimentate fino al momento della loro trasformazione in olio in frantoio. I contenitori vanno collocati in ambienti idonei alla conservazione, puliti, freschi e sufficientemente areati. Le piccole cassette in plastica o i cassoni più grandi sono materiali ideali per lo stoccaggio del prodotto raccolto, poiché possono essere impilati luno sullaltro senza che il peso delle olive degli strati superiori gravi su quelli inferiori: ciò consentirà di stoccare una grande quantità di prodotto in poco spazio, limitando nel contempo lo spessore degli strati di olive e consentendo la libera circolazione dellaria nella massa di prodotto cumulato. Tali contenitori dovrebbero essere già presenti in campo fin dallinizio della raccolta, onde evitare luso di sacchi di juta o, ancor peggio, di plastica che provocherebbero linevitabile compressione della massa di olive e lavvio di sgraditi processi di fermentazione. Occorre sempre evitare lammasso delle olive in sacchi o in grandi mucchi durante la loro conservazione in attesa dellestrazione dellolio: in queste condizioni nascono alcuni dei più comuni difetti organolettici riscontrabili nellolio (riscaldo, muffa, inacetito). Le olive si schiacciano, le membrane cellulari si rompono e una grande varietà di enzimi entra in azione, provocando la trasformazione di alcune componenti naturali presenti nelle olive e la comparsa di nuove sostanze. Molte di queste sostanze sono responsabili dei profumi e dei sapori sgradevoli che ritroviamo nellolio. Gli zuccheri fermentano e, sviluppando acido lattico, conferiscono allolio una sgradevole sensazione di riscaldo . Il difetto è dovuto a un riscaldamento della massa di olive causato dal calore liberato durante la fermentazione. Il calore generato, non riuscendo a disperdersi rapidamente quando le olive sono ammassate, provoca un aumento della temperatura delle olive che, allinterno del cumulo, può raggiungere anche i 40°C . Se poi, nei locali di stoccaggio, lumidità si mantiene elevata e le olive giungono danneggiate, sulle stesse si sviluppano facilmente funghi che conferiscono una sgradevole sensazione di muffa allolio estratto. Tutte le condizioni di cattiva conservazione delle olive favoriscono sempre lazione della lipasi, un enzima che fa crescere rapidamente lacidità libera dellolio. Con la corretta raccolta delle olive e la loro conservazione in condizioni ottimali, si garantisce il mantenimento dei principali parametri chimici (acidità e numero di perossidi) entro i limiti previsti dalla legge per lolio extra vergine doliva. Le caratteristiche organolettiche dellolio (profumo, aroma, gusto ecc
) subiscono tuttavia una degradazione con laumentare dei tempi di stoccaggio delle olive. E pertanto generalmente consigliabile trasformare le olive in olio entro 2-3 giorni dalla raccolta. Si possono prolungare di qualche giorno i tempi di stoccaggio delle olive, solo quando si vuole modificare leggermente laroma e il gusto naturale dellolio proveniente da olive raccolte molto precocemente. In questa fase è possibile quindi, entro certi limiti, pilotare le caratteristiche organolettiche dellolio, in particolare nelle sue sensazioni di amaro e piccante, prolungando i tempi di stoccaggio delle olive prima dellestrazione dellolio. Il rispetto delle condizioni ottimali di raccolta e conservazione delle olive diventa in questo caso ancor più vincolante.
|